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Le calotte polari, le tempeste, le dune
 

Le calotte polari

La calotta polare meridionale si spinge (alla sua massima estensione) fino a 50° a sud, è molto più fredda di quella nord ed è costituita quasi interamente di CO2 ghiacciato mentre quella settentrionale contiene quantità variabili di CO2 ghiacciato ed un residuo permanente di acqua pura allo stato di ghiaccio (forse la più grande riserva di acqua disponibile del pianeta).
Attorno e anche al di sotto dei ghiacci polari della calotta situata a Nord vi sono ‘estesi depositi stratificati’ (forse portati dal vento) attraversati da vallate strette e sinuose e circoscritti dal più vasto deserto di dune di sabbia o ‘erg’ esistente nel sistema solare, una striscia di sabbia portata dal vento formata da dune regolari ed ininterrotte per centinaia di chilometri.
Il ghiaccio che costituisce la calotta polare appare colorato di tinte rossastre a causa della polvere incorporata in esso.

Le tempeste


Spaventose tempeste si risvegliano di tanto in tanto sulla superficie di Marte. Venti impetuosi trascinano la polvere in ogni punto del pianeta fino a raggiungere i 10000 m di altezza, oscurandone l’intera superficie.
Queste tempeste, la cui durata è di qualche settimana, si pensa (ma non è ancora chiaro) che nascano in zone particolarmente predisposte dell’emisfero meridionale e di solito sono precedute da improvvise turbolenze.
Il Global Surveyor ha rivelato che, nonostante un’atmosfera molto rarefatta, Marte non rappresenta un posto tranquillo dal punto di vista atmosferico. Ci sono venti che raggiungono la velocità di oltre 500km/h con uragani che, a volte, coprono la metà della superficie del pianeta. L’estrema violenza di questi uragani dipende dalla grande quantità di polvere presente nell’atmosfera. Questa polvere, assorbendo facilmente il calore solare, all’alba alza bruscamente la temperatura generando una notevole differenza di pressione che provoca lo spostamento di grandi masse d’aria. Sulla superficie del pianeta sono presenti anche vortici o mulinelli di dimensioni molto più piccole, i ‘Dust Devils’ (osservati anche sulla superficie del Mars Pathfinder), che interessano aree di poche decine di mq ma che pare siano responsabili dell’altissimo livello di polveri nell’atmosfera.Nella Amazzonis Planitia ne furono osservati alcuni che raggiunsero l’altezza di 8 km circa.

Le dune

Grazie alla enormi quantità di sabbia e polvere le dune, onnipresenti, costituiscono un elemento distintivo del panorama marziano. Sono formate da due diversi tipi di materiali ed hanno almeno due colorazioni: scura (particelle erose da antiche colate laviche basaltiche) e molto brillante (forse costituita da fosfati e da comune gesso).
Essendo le particelle basaltiche più dense, si pensa che sia il meccanismo di selezione del vento a costituire dune di materiale diverso e perfettamente distinguibili. Quando Marte è più vicino al Sole e riceve più energia produce venti molto forti che trasportano queste minuscole particelle.
Le dune marziane, ci conferma il Global Surveyor, sono effettivamente ancora attive.

 
 
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