(continua)
 
Dove e' finita allora tutta quell'acqua?
 

La sublimazione del ghiaccio in vapore acqueo nell’atmosfera sarebbe stata rallentata vicino al polo, specialmente una volta che le pianure furono coperte dalle polveri portate dai venti. Forse il pianeta rosso ha subito oscillazioni polari molto ampie che potrebbero aver accelerato la partenza dell’acqua dal suo confinamento settentrionale.
Cosa abbia formato le estese pianure del nord non è facile dirlo.
Infatti, oltre alle immagini vaghe e poco chiare del Mars Global Surveyour (dovute forse all’illuminazione del primo pomeriggio) che crearono a Parker non poche difficoltà nell’identificazione di costiere distinte, i dati del M.S.G. mostrano poca evidenza della presenza di estesi depositi di carbonati o sali, composti che avrebbero dovuto formarsi quando l’acqua sciabordava contro la spiaggia marziana, mescolandosi con l’anidride carbonica del pianeta…

Sapendo che l’acqua è elemento essenziale per la nascita e lo sviluppo della vita, ed avendo la certezza della sua presenza sul pianeta rosso in un lontano passato, viene naturale e spontaneo chiedersi se su Marte sia mai esistita la vita. Se, come abbiamo precedentemente visto, le sonde spaziali che orbitarono e si posarono sul pianeta non furono in grado di darci una risposta definitiva, né in negativo né il positivo, altri importanti elementi in questa direzione ci vengono offerti dalla meteorite ALH84001, trovata in Antartide. Essa potrebbe testimoniare che su Marte siano esistiti, e forse esistano ancora, esseri viventi.
La meteorite precipitò in Antartide dallo spazio (dove vagò per qualche milione di anni) 13.000 anni fa; nel 1984 viene scoperta, nel 1993 il campione ALH84001 è identificato come meteorite di indubbia origine marziana e nel 1996 le analisi dell’oggetto rivelano la presenza di corpuscoli ovoidali e tubiformi contenuti nei globuli carbonatici di ALH84001, con una somiglianza sorprendente con fossili di batteri terrestri.
Che si tratti di resti fossilizzati di microrganismi o batteri? Simili organismi potrebbero ancora esistere nei pori e nelle fessure delle rocce, sotto la superficie marziana, contenenti probabilmente acqua allo stato liquido?
Dopo che la roccia ormai cristallizzata sulla superficie del pianeta fu colpita da un bombardamento meteoritico, un fluido ricco d’acqua colò attraverso le fratture e, in esse, si formarono minuscoli globuli di minerali carbonatici.
Il liquido colato nella fratture doveva probabilmente contenere molecole (come idrocarburi) derivanti dalla decomposizione di organismi viventi, che furono depositate dal fluido all’interno o nei pressi del globuli carbonatici in via di formazione. Una collisione particolarmente violenta espulse poi la meteorite nello spazio.

Le meteoriti di sicura origine marziana trovate sulla Terra forniscono anch’esse prove tangibili del fatto che Marte abbia posseduto acqua in passato, poiché mostrano segni inequivocabili di alterazioni dovute solo all’azione dell’acqua.
Un’altra prova dell’esistenza di acqua sulla superficie del pianeta è rappresentata da una goccia d’acqua marziana, custodita in una fiala ed ottenuta riscaldando un frammento della meteorite ALH84001 da parte di ricercatori della NASA nel 1991.

Vi sono elementi fondamentali che possono plausibilmente spiegare i globuli carbonatici, di cui si è parlato sopra, come antichi resti di vita microscopica:

1. alcuni minerali presenti al loro interno sono simili, se non identici, a certi minerali terrestri di origine biologica;
2. la presenza e l’abbondanza di molecole di carbonio organico in ALH84001 costituisce un forte indizio di processi biologici;
3. le molecole di idrocarburi presenti nelle zone ricche di carbonati della meteorite sono i prodotti della decomposizione di organismi viventi trasportati dal liquido e intrappolati nei globuli in via di formazione;
4. vi è una sorprendente somiglianza con i fossili di batteri terrestri.

E’ molto improbabile che le molecole in questione, all’interno della meteorite, siano state contaminate; ciò rafforza l’idea che i carbonati siano di origine marziana e contengano i resti di antichi organismi viventi (anche se nel 1997 le riviste scientifiche ‘Science’ e ‘Nature’ pubblicavano, quasi contemporaneamente, pareri contrastanti sulla meteorite).
Il pianeta Marte, che una volta possedeva H2O in superficie, potrebbe tuttora possedere un’attiva circolazione sotterranea, al di sotto del permafrost, ove gli organismi microscopici potrebbero essersi trasferiti quando le condizioni in superficie divennero inospitali.
E’ perciò verosimile che, se sul pianeta esistettero organismi nel lontano passato, essi possano esistere ancora nei pori e nelle cavità ricche d’acqua delle rocce sotterranee.
Dalla raccolta di campioni di roccia e suolo marziani da parte delle missioni future (quella del 2005 o quella umana) potremo finalmente venire in possesso dei dati sufficienti per stabilire in modo definitivo se su Marte la vita sia mai esistita.
Se tutte queste premesse testimoniano come Marte, un tempo, fosse un pianeta ricco d’acqua, con fiumi, laghi, oceani e forse la vita, cosa fu a renderlo così arido, freddo e morto?
Alcuni scienziati pensano che Marte sia stato ‘ucciso’ da un incredibile bombardamento di asteroidi o comete (come mostrano gli innumerevoli crateri sulla sua superficie) che, probabilmente, provocò cataclismi ed inondazioni che privarono il pianeta della densa atmosfera che prima possedeva e dell’acqua allo stato liquido che aveva sulla sua superficie.

 
   
 
Home - Calendario attività - Astronomia - Galleria foto - Inquinamento luminoso - Links
Tutti i diritti riservati Copyright © 2003 - Gruppo Astrofili di Piacenza