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Come potra' essere
 
Esplorazione e costruzione di Marte
 
L’uomo, nella sua storia, è stato soggetto a migrazioni causate da sovrappopolamento, scarsità di risorse, ricerca di libertà sia religiosa che economica ed altri interessi.
Ora, ancora una volta, la necessità di allargare la sfera della vita e dell’agire umano, spinge l’uomo alla ricerca di un nuovo ambiente naturale vivibile, di una nuova frontiera che garantisca la vita futura di un’umanità in crescita troppo forte, con risorse limitate e che eviti, nel secolo ventunesimo e oltre, l’alta probabilità di un inferno sulla Terra.

Perché Marte?
Perché Marte e non la Luna?


Fra i corpi extraterrestri del nostro sistema solare, Marte è unico in quanto possiede tutte le materie prime necessarie per sostenere non solo la vita, ma un nuovo ramo di civiltà umana.
L’abbondanza di questi elementi dipende dai processi idrologici e vulcanici che si sono manifestati su Marte così come sulla Terra; ciò non è accaduto sulla Luna.
Volendo tuttavia considerare la Luna come possibile alternativa per la colonizzazione umana extraterrestre dobbiamo dire che il nostro satellite è carente di circa la metà dei metalli di interesse industriale e in più è così asciutto, che se i colonizzatori lunari trovassero del cemento dovrebbero ricavare acqua da esso.
Sulla Luna non c’è abbastanza.

Essa è priva di idrogeno, ossigeno e carbonio che sono tre dei quattro elementi (il quarto è l’azoto) più necessari alla vita. Sulla Luna avremmo un altro grandissimo problema; la luce del Sole non è disponibile in una forma utile per la crescita delle colture (piante ecc.) in quanto lì, come nello spazio, essa non viene schermata da una qualsiasi atmosfera; le radiazioni solari ucciderebbero qualsiasi tipo di piante, pur cresciute in serre (per evitare ciò occorrerebbero serre con pareti di vetro dallo spessore di dieci centimetri, il che comporterebbe un costo proibitivo).
Al contrario su Marte c’è un’atmosfera sufficientemente densa per proteggere i prodotti cresciuti sulla sua superficie dalle eruzioni solari. Serre fatte di plastica sottile e trasparente (impraticabili sulla Luna perché genererebbero tra l’altro alte ed insopportabili temperature) su Marte produrrebbero, al loro interno, il clima temperato richiesto.

Nei primi anni di insediamento tali serre potrebbero essere importate ‘prefabbricate’ dalla Terra, ma in seguito si potrebbero costruire sul Pianeta Rosso ed in misura sempre crescente, coprendo così vaste aree della superficie marziana sia con abitazioni che con aree agricole.
Il punto è che i colonizzatori marziani saranno in grado di arrivare a vivere sulla superficie del pianeta non in tunnels, ma muovendosi liberamente e crescere le messi nella luce del giorno.
Marte è un posto dove gli umani possono vivere mantenendosi con i prodotti di qualsiasi genere ricavati dai materiali locali; questo è certo un luogo ove una vera civiltà può svilupparsi e creare anche un commercio interplanetario. Il solo luogo del sistema solare, con la Terra, dove gli esseri umani saranno in grado di crescere messi per l’esportazione.
Marte ha ciò che ci vuole, quanto a risorse, per dar vita al nuovo.

Anche se a prima vista Marte può apparire un deserto (molte delle sue proprietà fisiche sono simili a quelle della Terra) esso è ricco di anidride carbonica, azoto, ghiaccio d’acqua e permafrost da cui è possibile ricavare carbonio, azoto, idrogeno e ossigeno (elementi essenziali alla vita), ha tutti i metalli e materiali grezzi utili sia a creare la vita che a sviluppare una civiltà tecnologica in grado di trasformare i materiali grezzi in cibo, propellente, ceramiche, plastica, metalli, strutture, ambienti naturali ecc.
Nello spazio di un secolo una capacità ingegneristica potrebbe essere creata su Marte e trasformare il pianeta (anche se non proprio come l’ambiente terrestre), almeno in modo da ricreare le condizioni calde e umide del Marte primitivo facendo, col tempo, di un deserto una nuova casa, la base per il futuro dell’umanità terrestre per i prossimi svariati secoli.
Alcuni biologi si sono chiesti se Marte potesse essere reso ospitale per la colonizzazione da parte di forme di vita terrestri. I modelli climatici fanno pensare che sia possibile trasformare il Pianeta Rosso in un mondo più simile alla Terra utilizzando le tecnologie esistenti.
Marte è troppo freddo, troppo secco e la sua atmosfera troppo rarefatta per la vita, ma questi tre parametri possono essere modificati con una combinazione di interventi umani e cambiamenti biologici.

Spinti dalla necessità di aprire una nuova frontiera per l’umanità terrestre futura cogliamo l’opportunità di trasformare Marte (nel senso di trasformare il clima, l’ambiente ma sotto l’aspetto biologico, cioè con l’uso di organismi biologici), e di insediarci su di esso impegnando le nostre energie per tre o quattro secoli.
Seguendo in parallelo i motivi storici che spinsero gli europei ed altri ad andare in America ed esaminando il progresso in campo scientifico e tecnologico durante i quattro secoli di frontiere aperte sul nostro pianeta, si vede come grande sia stato l’avanzamento della nostra civiltà.
Certo che i problemi economici e tecnologici relativi alla colonizzazione di Marte nel XXI secolo sono di gran lunga differenti e più complessi di quelli che si dovettero superare nella colonizzazione del Nuovo Mondo nel XVII secolo o dell’Australia nel XIX secolo tuttavia, la fattibilità di ciò risulterà possibile e convincente quando, capita la sua reale portata economica ed il valore degli insediamenti coloniali su Marte, essa diverrà un obiettivo internazionale a cui concorrerà lo sforzo e l’intento di tutta l’umanità.

Le stelle più vicine, è vero, sono incredibilmente distanti, circa 100.000 volte la distanza di Marte; eppure, lo stesso Marte, è circa 100.000 volte tanto lontano dalla Terra quanto l’America dall’Europa (la fantascienza di un tempo è ormai realtà).
Se i passati quattro o cinque secoli di progresso hanno moltiplicato le nostre capacità con un così grande rapporto, non potrebbe accadere la stessa cosa di nuovo nei prossimi quattro o cinque secoli?
C’è ragione di credere che ciò sia possibile.

Ci incoraggiano e ci stimolano in questa direzione i giganteschi passi dell’umanità che la storia ci rivela ad ogni nostro sguardo retrospettivo: dall’esiguo mondo del popolo greco alla conquista del Mediterraneo, dall’Europa all’America, dalla Terra a Marte e, presumibilmente nel futuro, dal sistema solare alla vicine stelle.
Il compito di questa trasformazione spetta all’ingegneria planetaria che, sotto l’aspetto biologico, dovrà cambiare l’ambiente di Marte cosicché gli organismi terrestri possano ivi sopravvivere e crescere.
Le prospettive di una capacità tecnologica futura a mutare l’ambiente marziano si fanno sempre più concrete; inoltre è dimostrato che i potenziali sistemi di trasporto interplanetario (con ‘modesti’ progressi, su scala storica) potranno permettere a famiglie o a individui di emigrare su Marte.
 
 
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